Centinaia di foto, decine di manifesti, filmati, dibattiti in Consiglio Comunale, la discarica ha rappresentato il tema principe di molte campagne elettorali negli ultimi sette, otto anni. Dalle “ lenzuole bianche” ai “cartelloni di proteste”, dalle “manifestazioni pubbliche” alle “mezze verità”, coerenza e incoerenza, domenica 26 aprile dalle 8,00 alle 21,00 con il referendum consultivo proposto dall’Amministrazione Comunale sulla discarica comprensoriale i mirabellesi avranno la possibilità di porre la parola fine verso un tema, come dice qualcuno, tanto odiato/amato dalla classe politica locale.
Forse è la prima volta che il nostro paese si trova nella condizione di recarsi alle urne e decidere su un aspetto o problematica interna, indipendentemente dalla propria scelta, la cosa importante è andare a votare, in queste ultime 24 ore facciamo un bel passa parola. Buon voto.





MIRABELLA.
Domani la consultazione, ma il sindaco avverte: «In caso di chiusura il Comune rischia il dissesto»
Il futuro della discarica appeso al referendum
si vota dalle 8 alle 21
I cittadini di Mirabella chiamati alle urne saranno circa 8.800 e potranno votare nelle 8 sezioni della scuola elementare di via Roma. Almeno il 40% dei votanti sono però emigrati. Le sezioni rimarranno aperte dalle 8 alle 21 di domani; in serata inizierà subito lo spoglio. Il Comune, al fine di ridurre i costi del referendum, utilizzerà, come scrutatori e presidenti degli 8 seggi, i dipendenti comunali. E’ ancora da chiarire l’aspetto legato al quorum. Due le tesi: i comitati temono che «in caso del mancato raggiungimento del quorum, il referendum sia nullo», invece secondo l’amministrazione «se voteranno almeno 2 mila elettori su 8 mila, il referendum sarà valido».
Domani i cittadini di Mirabella Imbaccari saranno chiamati alle urne per decidere, mediante un referendum, il futuro della discarica comprensoriale di località Baldo Pozzillo.
Un primo aspetto da porre in evidenza riguarda la mobilitazione popolare. Due i comitati di cittadini coinvolti. Il primo, spontaneo, chiamato «Avviso pubblico», al quale hanno aderito circa 50 persone.
L’altro è il comitato Pro-Mirabella. Entrambi favorevoli alla chiusura del sito, hanno denunciato «l’assenza d’informazione e il silenzio delle forze politiche locali, sia di governo, sia d’opposizione».
Il responso delle urne potrebbe stravolgere i programmi
e perfino gli equilibri legati alla gestione politico-finanziaria dell’ente locale.
Gli aderenti ad «Avviso pubblico» hanno basato la loro campagna informativa su due punti. Il primo, legato ai conferimenti, che potrebbe riguardare altri centri della provincia, oltre ai 18 Comuni previsti.
Il secondo punto agli «introiti economici per le casse comunali, che si fermerebbero al 6 per cento».
Questa la tesi di Filippo Bologna: «La nostra è una battaglia di democrazia e civiltà. Il nostro appello rivolto
al paese è di non disertare le urne. E’ bene che la gente sappia che per bonificare l’attuale discarica occorrono 15 anni. Non basterebbe mezzo secolo per bonificare i conferimenti che verranno nel futuro».
Non sono sorti comitati di cittadini favorevoli alla discarica. «Lamentiamo subito il clima di scarsa informazione creatosi – dice Guido Turino, del comitato Pro-Mirabella – Sono stati affissi solo pochi manifesti e, per di più, dopo due giorni, sono stati coperti. Il nodo da sciogliere riguarda il quorum. Riguardo a ciò, a prescindere dal numero dei votanti, non è stato chiarito a cosa varrà il responso delle urne».
Nell’attuale discarica, dall’apertura a oggi, sarebbero stati conferiti circa 42 mila tonnellate di rifiuti.
Il 28 aprile scade l’ordinanza, da parte della Provincia di Catania, che autorizza l’apertura. Sul fronte delle istituzioni comunali si sono tenuti alcuni comizi pubblici. L’ultimo dei quali ha fatto registrare gli interventi del sindaco, Enzo Marchingiglio, dell’assessore comunale all’Ambiente, Giuseppe Giustolisi, e del parlamentare regionale del Pdl,
Marco Falcone. Tutti, nel rivolgersi alla piazza, hanno detto che «nonostante tutto la discarica rappresenta una fonte di reddito per le esangui casse comunali » e che «nel caso di eventuale chiusura, l’ente, oltre a rischiare il dissesto, si vedrebbe costretto a porre in mobilità parte dei dipendenti comunali».
Infine, che l’amministrazione si «atterrà al responso delle urne e della volontà popolare, salvaguardando i principi di democrazia».
G.P.
1500 NO e bel risultato, su 1600 vitanti, ed ora che si fa?
il quorum previsto non si è raggiunto, ma l’indicazione popolare e limpida, i cittadini mirabellesi non vogliono la discarica.
Caro sindaco giunta e consiglio ora il catino con l’acqua non c’è più, quindi…..